Questo è il videonoleggio dove lavoro. Più divertente del tuo nipotino, più disponibile della tua migliore amica, ma sopratutto più videoteca del tuo videoclub

DIETRO IL BANCONE

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Sense

Probabilmente hai sempre pensato che le videoteche fossero tutte uguali.
Ma io posso dimostrarti invece che la videoteca dove lavoro non ha proprio niente a che vedere con quello scialbo videonoleggio che si trova vicino casa tua.

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sabato, 14 aprile 2007
Quando uno é deficiente, é deficiente.

Stamani ho trovato meno traffico del solito e sono arrivato in negozio alle 8:40. Così ho deciso di approfittarne per fare una capatina al minimarket e cercare qualcosa di buono con cui pranzare. Il mio peso é sceso a 90.4 Kg e l'appetito é ancora latitante.

Nella parte antistante all'entrata del minimarket c'era la matta, seduta sul muretto e persa nei suoi pensieri. Lei mi ha guardato ed io l'ho salutata. Sono entrato nel minimarket e ho iniziato a vagare tra gli scaffali per poi comprare solo del prosciutto crudo. Alla cassa, il proprietario del minimarket con fare agitato si girava ogni tre secondi in direzione della matta.

Pago, lui mi da il resto. Dopodiché si alza di scatto, esce furente e va dalla matta, urlandole che lì non ce la vuole.

Ora, a parte che non capisco che fastidio gli potesse dare questa poteva disgraziata che non faceva assolutamente niente se non stare seduta da una parte, a parte che non riesco ad immaginare quale grave danno potesse arrecare all'immagine del suo minimarket del cazzo, ma quello é veramente un deficiente! Un comportamento del genere puoi averlo con uno che ragiona, dopo che l'hai pregato più di volte di andarsene e quello proprio non ne vuole sapere, mica con una persona che non si sa quanto sia realmente in grado di intendere e di volere!

A me di sua moglie non mi frega un accidente, ma giuro che gliela scoperei tre volte il giorno solo per fargli dispetto, perché uno come quello non può essere altro che un gran cornuto!

Dalle urla del tipo, anche il pizzicagnolo si era affacciato sulla strada a vedere cosa stava succedendo. Ma siccome il pizzicagnolo un minimo di sale in zucca ce l'ha, ha chiamato la matta e le ha offerto dei biscotti.

Ha detto bene: la matta non sarà normale, ma se c'é qualcuno che dovrebbe essere rinchiuso in manicomio buttando via la chiave, quello é il proprietario del minimarket!

  Sense alle 23:01 | link | commenti (14)
Tutte le volte che ti ho parlato di la matta, oltre la videoteca

martedì, 27 marzo 2007
Sono le 13 e tutto va bene

Avevo appena chiuso il negozio e mi incamminavo verso la mia macchina per andare a pranzo con Franco. Noto la matta che stava vagando con la sua solita andatura per il giardino pubblico. Più in là, un gruppetto di zingari che fa capannello intorno ad una panchina. Tutti uomini, tutti incredibilmente vestiti uguali, tutti intenti a passarsi un bel bottiglione di vino, mentre le loro donne sono a chiedere l'elemosina chissà dove.

Ad un certo punto però due di loro si alzano, confabulano qualcosa e vanno in direzione della matta.

Mi fermo ad osservare il movimento dei due. C'é qualcosa che non mi piace. Gli zingari le vanno incontro entrambi con le mani in tasca, la fermano, parlano. Poi tirano fuori le mani dalle tasche, uno le si piazza di fronte, l'altro invece le gira intorno e si posiziona dietro. Ridono. La scena non mi piace per niente. Sopratutto dopo la disavventura di Bruno. A 50 metri, fuori del bar, c'é Ciccio con il suo immancabile bicchiere di aperitivo in mano, che sta chiacchierando con il suo gruppetto di amici. Mi avvicino di corsa e gli indico il giardino.

"Dammi una mano, credo ci sia un problema"

A quella distanza, tra gli alberi e la siepe, in realtà non si vede molto. La matta non gode di eccessiva simpatia, ma a Ciccio e i suoi amici gli zingari piacciono ancora meno. Attraversiamo tutti quanti la strada e andiamo da loro.

I due infatti avevano iniziato a palpare la matta, che cercava in qualche modo di respingerli, ma quando ci vedono arrivare si fermano. Non ridono, ma sorridono. Il gruppetto di zingari che era rimasto a sedere e che stava osservando la scena, si alza e ci viene incontro.

Io prendo la matta per il braccio e l'allontano bruscamente dai due di qualche metro, mentre guardo negli occhi con rabbia lo zingaro che le stava dietro, che dimostra una cinquantina d'anni e puzza di vino. Ciccio, sempre con il bicchiere in mano, spintona immediatamente l'altro dalla parte opposta, urlandogli "monte di sudicio".

Brioscia si piazza davanti al secondo zingaro, esattamente a metà tra me e Ciccio. Arriva anche Rocco a dare manforte, mentre gli altri ragazzi intanto fanno sì che il gruppetto di zingari che prima stava sulla panchina rimanga a distanza da questi due.

Lo zingaro ci dice di stare calmi, che volevano chiederle solo se aveva una sigaretta. Continua a sorridere e mette le mani nelle tasche del giubbotto.

Ciccio ha nella mano quel bicchiere di vetro e la cosa non mi piace per niente. Hanno bevuto un po' tutti, e non so cosa abbiano nelle tasche questi qui. Gli dico di lasciare perdere lo zingaro che ha di fronte. Lui invece gli si avvicina ad un centrimetro dalla faccia, e gli dice di andarsene. Lo zingaro rimane immobile, Ciccio lo stesso. Capobranco contro capobranco.

Cesare, il barista, urla dal bar che ha appena chiamato la polizia. Gli zingari si allontanano bofonchiando qualcosa nella loro lingua, si voltano e rivoltano verso di noi. La cosa quindi al momento finisce lì, con i ragazzi che dicono alla matta di stare attenta e di avvertirli se quelli tentano di avvicinarsi di nuovo.

Non so se tutto questo serva o sia servito a qualcosa. Cesare la polizia non l'ha mai chiamata. Qualcuno nel pomeriggio ha anche commentato che magari alla matta facevano pure piacere le attenzioni degli zingari. Io non credo. Domani farò denuncia ai carabinieri.

  Sense alle 21:58 | link | commenti (15)
Tutte le volte che ti ho parlato di persone, la matta

giovedì, 28 dicembre 2006
La matta

Dicono che da giovane era una gran bella ragazza, ma a vederla adesso, tra gli psicofarmaci, gli anni sulle spalle ed altre cose che non ho voglia di raccontarti, é solo una donna molto trascurata e grossa.

Mi ricordo sempre del primo giorno che sono venuto a lavorare qui in videoteca, quando, mentre ero in macchina, lei mi ha salutato come se mi avesse sempre conosciuto.

Mal sopportata da molti qui nel quartiere (sopratutto dalle donne), ogni tanto entra qui in negozio per pormi sempre la medesima domanda:

- Perché tutti mi guardano?

Ed io le rispondo sempre nello stesso modo:

- Che ti importa se ti guardano? La gente lasciala perdere, non ha niente da fare.

Quando la vedo nei giardini pubblici seduta su una panchina, con una bottiglia in mano, mi siedo vicino senza dire niente e dopo un po' le chiedo di non bere più, perché le fa male. Lei si arrabbia ed io me ne vado, ma dopo un po', oppure il giorno successivo, trovo la bottiglia sul marciapiede davanti alla videoteca.

Mezza piena.

  Sense alle 22:27 | link | commenti (7)
Tutte le volte che ti ho parlato di persone, la matta