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giovedì, 31 maggio 2007
Cattolici. Si fa per dire

Nonostante le sue marachelle, il riparatore radio-tv va in chiesa tutte le domeniche.

Ora, diciamoci la verità: gran parte dei cattolici come fedeli fanno un po' pena. Voglio dire, rispetto ai seguaci di altre religioni, sono decisamente all'acqua di rose.

Ti faccio un esempio: in altre religioni più serie, se dicono ad un fedele, che ne so, «fatti esplodere per aria, che vai in paradiso dove ti attendono 72 vergini», quello obbedisce senza nemmeno fiatare. Anzi, non vede l'ora di farsi delle scopate megagalattiche!

Di ben altra pasta il cattolico praticante medio: ha dieci comandamenti da seguire (dieci, non mille!) che, siamo sinceri, non sono nemmeno niente di così terribile. Oh, ne riuscisse a rispettarne più di due alla volta!

Probabilmente é colpa della religione cattolica stessa, che a quanto pare si presta a più interpretazioni. Infatti il fedele che dice di essere cattolico, scopa come un riccio prima del matrimonio, divorzia dopo essersi sposato in chiesa, convive per "un periodo di prova", desidera tutte le donne tranne che la sua, si risposa in comune, bestemmia all'occasione e continua ad affermare di essere cattolico! Ovviamente disprezza gli atei e si incazza come una bestia quando sente parlare di unioni di fatto.

Ed é anche strano: cioé fa tante storie per un paio di scene violente in Apocalipto di Mel Gibson, poi porta i propri figli in chiesa tutte le sante domeniche dove immancabilmente c'é in bella mostra il solito tipo, mezzo nudo, inchiodato ad una croce. Pensa che sia divertente per i propri figli guardare certi spettacoli?

Inoltre, molte chiese hanno di solito nomi trendy e piuttosto allegri, adatti per attirare le nuove generazioni, tipo «Chiesa della beata martire addolorata». Per non parlare di Radio Maria, che basta il tono della voce di chi sta dall'altra parte per fare venire la depressione ad un adulto sano, figuriamoci ad un adolescente.

Come se non bastasse, ultimamente é esplosa questa nuova moda che consiste nell'accanirsi gratuitamente contro i preti, e accusarli pubblicamente di pedofilia. Questo malcostume accade solo nella religione cattolica: si é mai sentito al telegiornale di guru indiani accusati di aver violentato i seguaci?

Meno male che il Vaticano, intelligentemente, non da alcun credito a queste deplorevoli calunnie. Anzi, fa di tutto per proteggere il buon nome dei propri pastori e mettere a tacere le malelingue. Già che c'é ti ricorda che se sei veramente buono puoi aiutare la chiesa cattolica, poverina, con il tuo otto per mille.

Perché guarda che la vita del prete é dura. Innanzi tutto deve sempre alzarsi presto, anche se é domenica. In chiesa, tutti vecchietti che fanno ammattire. Frequenta ambienti sempre tristi, come ospizi, penitenziari, ospedali, mai un pigiama party. Di comprarsi dei bei vestiti manco a parlarne, perché indossa sempre il solito. Scopare, non può scopare.

Cioè insomma, mai una botta di vita. La perpetua é in genere una brutta come la fame. Tutti i santi giorni a dire le stesse identiche cose, a fare le stesse identiche cose: Ora Pronobis, bevi il vino, mangia l'ostia, e amen. Deve cantare in latino nonostante sia stonato e nessuno capisca una parola. Per concludere in bellezza il quadretto allegro, non mancano mai almeno due funerali a settimana.

Per non parlare delle palle che si fa nel confessionale. Cavoli, almeno uno psicoterapeuta prende fior di quattrini. Questo no, é costretto ad ascoltare i cazzi degli altri pure gratis!

Che poi i fedeli sono anche stronzi: cioé tu sai che quello non può fare sesso anche se ne ha una voglia matta, e vai a confessargli che ti trombi tutti i giorni quella strafiga della moglie del fornaio, sottolineando il fatto che a letto é una vera porca e che tranne che nel naso glielo hai messo ovunque??

Poi se a quello gli é girata male e un bel giorno ci ha provato con il tuo pargoletto, non fare la pecorella smarrita e sopratutto non lo additare come un mostro: avrà avuto i suoi buoni motivi (quali? mistero della fede!). Comunque sempre meglio lui, che é quasi uno di famiglia ed é discreto, piuttosto che un extracomunitario che manco conosci, con una minchia tanta e che magari immortala la dinamica dei fatti con il telefonino vantandosene con amici e parenti.

E poi scusa, anche i preti sono esseri umani come tutti gli altri, e quindi possono umanamente sbagliare. Per cui in questi casi, (sempre che i fatti siano veri e che non si tratti delle solite ignobili fandonie dei soliti anticlericali o di bambini messi su dai genitori), mi pare giusto dare loro, come si da ad un qualsiasi altro delinquente, una seconda possibilità. Anche una terza, va!

  Sense alle 13:56 | link | commenti (11)
Tutte le volte che ti ho parlato di religione, persone, oltre la videoteca